Valerio Festi

Una vita in piazza

Durante gli anni Sessanta e Settanta, quando gli artisti di teatro cercavano forme innovative d'espressione provando ad uscire dal provincialismo prevalente, Valerio Festi sceglie il suo palcoscenico: la piazza, la città, il cielo.

Mentre studia Scienza dell'intrattenimento all'Università di Bologna, dove si laurea nel 1977 con una tesi sulle feste delle città, inizia la sua sperimentazione di nuove forme di comunicazione teatrale, ideate per coinvolgere ed emozionare il pubblico.

Rifacendosi alla poetica ed alla tradizione Rinascimentale e Barocca, nei suoi lavori coniuga fantasia visionaria e ricerca teorica; attraverso lo splendore effimero, ma intriso di significati politici e culturali, degli spettacoli con i quali celebra i grandi eventi sociali, rende manifesto il suo imperativo estetico ed artistico: il fin, la meraviglia

Sviluppando questo suo unico e singolare percorso artistico, raggiunge presto la convinzione che l'elemento “festa”, sia essa celebrazione, ricorrenza o commemorazione, inaugurazione di una nuova realizzazione o apertura di un evento sportivo, abbia in sé una tale potenza comunicativa da essere il detonatore di una successiva esplosione di reazioni a catena delle quali i luoghi e i territori beneficiano in termini di notorietà, immagine e, in ultima analisi, economici, nell'immediato come nel medio e lungo periodo.

Così da più di trent'anni, la sua arte è immaginare e realizzare progetti en plein air per occasioni festive e cerimonie: dal Concerto per fuochi d'artificio in sincrono con la musica alla creazione di macchine sceniche che catturano la fantasia del pubblico affascinandolo; dalla decodificazione del linguaggio di un luogo penetrandone e valorizzandone la intima natura, alla traduzione in termini contemporanei delle sintassi delle feste civiche e religiose, dando forma e voce alla pratica dell'evento celebrativo e creando un immaginario in cui l'intera comunità si riconosce.

valerio festi

Valerio, in stretto sodalizio artistico con la drammaturga e regista Monica Maimone, ha dato vita alla nuova figura di architetto d'eventi, il Maestro che può trasfigurare luoghi e spazi urbani, dando un senso alle occasioni in una comprensione e in un significato nuovi.

Le sue creazioni trasmettono energia ed entusiasmo in feste rituali quali il Capodanno, il Natale, il Carnevale, oppure riflessione e introspezione nelle feste religiose che onorano le virtù del santo o nelle manifestazioni civiche‚ o ancora raccoglimento, cordoglio e speranza come a Kobe, dove le architetture di luce celebrano ogni anno la rinascita dopo il terribile terremoto del 1995.

Durante la sua carriera artistica, Valerio ha progettato eventi di grande dimensione per oltre 200 città, tra cui metropoli come Parigi, Mosca, Madrid, Tokyo, Hong Kong, Praga, Reykjavik, Houston, dove è stato premiato dall'Associazione degli Architetti degli Stati Uniti, Milano, Bogotà, Pechino, Lisbona, Bilbao, Sidney, Toronto, Torino, dove ha legato il suo nome alla Cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici invernali, e Roma dove è stato l'autore della Cerimonia di apertura dei 13th FINA World Championships.

Le sue ultime realizzazioni lo hanno visto impegnato a New York e a Roma, in Brasile (dove è rimasto per quattro anni a Rio de Janeiro, Gravatà, Curitiba, San Paolo), da ultimo a Mosca dove ha ricevuto il premio “Best Design” nel corso del Primo International Festival “Xmas Light” per ben tre installazioni di Architetture di Luce nel cuore della città.